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Colui che esegue la seduta di osteopatia biodinamica

ascoltare il proprio corpo

“Il corpo sussurra in continuazione e, quando ne ascolti il mormorio, percepisci la verità”.

Applicando l’osteopatia biodinamica l’operatore ascolta il corpo del paziente e aiuta la Salute a riemergere.

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COME VIENE APPLICATA L’OSTEOPATA BIODINAMICA

L’operatore che applica l’osteopatia biodinamica resta quasi immobile per un po’ con le mani appoggiate sulla testa, sulle spalle, le caviglie o in qualunque altra parte del corpo. 💆

Sembra quasi che non faccia nulla di visibile, ma infonde comunque al paziente una sensazione di rilassamento profondo.

Il Dottor William Garner Sutherland diretto allievo di Andrew Taylor Still padre dell’osteopatia, re­alizzò che il movimento delle ossa craniali è indissolubilmente connesso al movimento ritmico di tessuti e fluidi al centro del corpo, quali il liquido cefalorachidiano, il sistema nervoso centrale, le membrane che circondano e suddividono il sistema nervoso centrale, le ossa del cranio e l’osso sacro.

L’osteopata biodinamico, impara a percepire questo impulso ritmico chiamato “Respirazione Primaria” che rappresenta il potenziale della Salute.

La Salute quindi, è sempre presente, solo a volte si adatta agli squilibri del sistema corporeo fuoriuscendo dalla fisiologia e scatenando la “malattia”.

L’approccio biodinamico in osteopatia favorisce un processo di riequilibrio profondo permettendo alla Salute di riemergere.

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COME MAI L’OSTEOPATA APPOGGIA LE MANI SULLA TESTA

Sai perchè durante una seduta di osteopatia biodinamica l’operatore appoggia le mani sulla testa? 

Le articolazioni tra le varie ossa del cranio, le suture, hanno la possibilità di muoversi.

Il movimento cranico è stato denominato nel suo complesso Meccanismo di Respirazione Primaria (MRP).

Appoggiando le mani sulla testa del paziente, l’osteopata ascolta il movimento intrinseco delle ossa del cranio e valuta la mobilità delle singole ossa in relazione con le altre.

L’attenzione viene orientata sia verso la sensazione di movimento generale di tutto il cranio, in particolare con la variazione dei diametri antero-posteriore e latero-laterale, sia verso la percezione del movimento delle singole ossa.

Tensioni muscolari, alterazioni posturali, traumi, complicazioni durante la gravidanza o il parto sono fenomeni che possono alterare questo fine meccanismo.

Dopo aver attentamente valutato il meccanismo respiratorio primario, è possibile intervenire nel caso si riscontrasse una alterazione di mobilità di queste strutture che partecipano al movimento.

In questo caso le mani poste sulla testa non svolgeranno solamente la funzione di ascolto ma saranno volte alla correzione della disfunzione trovata mediante delle tecniche mirate.

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IN CHE MODO AVVIENE IL TRATTAMENTO DI OSTEOPATIA BIODINAMICA

L’operatore che applica la biodinamica, innanzitutto valuta i movimenti dei tessuti e dei fluidi corporei, appoggiando delicatamente le mani (principalmente su cranio, ma anche sacro, colonna, caviglie, ventre) e successivamente, cerca di ristabilire un riequilibrio, favorendo le funzioni della linfa, dei liquidi intra ed extra cellulari e ancora cefalo-rachidiani.

In questo modo il paziente si riconnette con la sua stessa natura, ovvero con le strutture embriologiche originarie ripercorrendo durante il trattamento le varie tappe dello sviluppo in modo da avviare un processo di autoguarigione, tramite la riorganizzazione di eventuali disequilibri, che possono aver perturbato l’organismo.

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L’OPERATORE CHE APPLICA L’OSTEOPATIA BIODINAMICA

L’operatore che applica l’osteopatia biodinamica si orienta alla persona nella sua globalità, attraverso un contatto leggero delle mani su alcune parti del corpo, (in genere sul cranio, ma anche su spalle e caviglie).

Le sue mani ascoltano e si relazionano con la storia della persona e in modo non verbale riconoscono e danno valore a ciò che essa presenta.

Questa speciale accoglienza riattiva le risorse e rimette in moto la vitalità dell’organismo, favorendo un rilassamento profondo e la risoluzione naturale delle disfunzioni presenti nel corpo.

DIFFERENZA TRA OSTEOPATIA BIODINAMICA E PRANOTERAPIA

L’osteopatia biodinamica e la pranoterapia sono all’apparenza molto simili ma in realtà molto differenti.

Vediamo in cosa consistono e quali possono essere gli elementi che li contraddistinguono.

L’osteopatia biodinamica non si concentra specificamente sulla lesione che impedisce la guarigione, ma piuttosto sulla salute che rimane sempre presente nell’organismo di ogni individuo.

L’operatore che applica la biodinamica innanzitutto valuta i movimenti dei tessuti e dei fluidi corporei, appoggiando delicatamente le mani principalmente su cranio, sacro, colonna, caviglie, ventre, e successivamente cerca di ristabilire un riequilibrio, favorendo le funzioni della linfa, dei liquidi intra ed extra cellulari e ancora cefalo-rachidiani.

I criteri su cui si basa la pranoterapia invece ruotano sostanzialmente intorno al prana, ossia al soffio vitale che – secondo la religione induista da cui questo concetto deriva – è presente e anima ciascun organismo, sia in salute che malato.

Secondo le basi della pranoterapia, l’operatore è una persona dotata di un’energia maggiore rispetto agli altri individui ed è capace di individuare gli squilibri del prana presenti nelle persone malate.

Una volta localizzate tali alterazioni, il pranoterapeuta sarebbe quindi in grado di trasferire al paziente malato parte della sua energia, riportando così l’equilibrio nel prana dell’individuo e trattando il disturbo.

Le principali differenze tra questi due tipi di terapie possono essere riassunte nelle seguenti:
✔️ L’operatore che applica l’osteopatia biodinamica, ristabilisce l’equilibrio dell’organismo valutando attraverso una palpazione delicata i movimenti dei tessuti, dei fluidi corporei e le funzioni del liquido cefalo-rachidiano, (liquor).
✔️ Il pranoterapeuta, individua le disfunzioni e trasferisce al paziente la sua energia riattivando così l’equilibrio nel soffio vitale del soggetto malato, in modo da trattare il disturbo e riportare la salute.

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IL LAVORO PROFONDO DELL’OSTEOPATA BIODINAMICO

Il tocco delicato dell’operatore biodinamico è un lavoro molto profondo che favorisce il rilascio delle tensioni del sistema nervoso centrale e la mobilità dei tessuti corporei, ripristinando le naturali funzioni dell’organismo a livello fisico, emozionale ed energetico.

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IL CONTATTO DELLE MANI DELL’OPERATORE BIODINAMICO

Quando nel corpo si accumula stress, questo si ripercuote a livello di sistema Cranio Sacrale e altera il suo ritmo, limitando così l’accesso alla Respirazione primaria

Queste alterazioni del corpo rappresentano delle risposte dell’organismo che in condizione di stress emotivo o a causa di traumi fisici, contrae i tessuti coinvolti nella parte del corpo più colpita.

Si tratta di meccanismi compensatori che attua intelligentemente il corpo per adattarsi alla situazione e ritrovare un equilibrio vitale.

Ma il protrarsi di queste condizioni a lungo andare esaurisce le forze e le riserve vitali a disposizione dell’organismo ed è quindi necessario intervenire prima di arrivare all’esaurimento.

Per ritrovare il proprio benessere non basta quindi lavorare sull’eliminazione del sintomo, bisogna individuare la causa profonda dello squilibrio che genera quel sintomo e trovare nuove soluzioni che sciolgano in profondità le tensioni.

Nell’osteopatia biodinamica, attraverso il contatto delle mani, l’operatore ascolta in modo sottile ciò che il corpo del ricevente vuole comunicare ed esprimere.

Questa condizione di ascolto sensibile, di accoglienza, permette ai tessuti del ricevente di distendersi, finalmente ascoltati, di aprirsi e di raccontare la loro storia.

In questo modo si avvia il processo di auto-riorganizzazione e di auto-equilibrio, che prosegue oltre il momento del trattamento grazie alla consapevolezza acquisita nell’esperienza.
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Cosa fa l’operatore in osteopatia biodinamica

L’operatore biodinamico, si occupa in primo luogo di ripristinare la Centralità dell’asse portante Cranio-Sacrale seguendo tutte le leggi Biomeccaniche e Biocinetiche che conosce.
Così facendo, porterà il Paziente a ritrovare l’assetto più produttivo possibile a tutta la linea anteriore relativa ai corpi vertebrali e alle strutture interposte nonché alla base cranica, in accordo con le memorie corrispondenti alla Prima Linea Mediana apparsa nell’embrione che è la Notocorda.
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