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Ore in auto verso le ferie: la schiena si prepara prima di partire

📅 31 Luglio 2026✍️ di Gabriele Mocchi⏱️ 5 min di lettura

Luglio e agosto sono i mesi in cui milioni di italiani si mettono in viaggio verso le mete estive. Auto cariche, autostrade affollate, ore seduti al volante. È proprio in questo periodo che i miei pazienti cominciano a raccontarmi la stessa storia: “Ho guidato per sei ore e ora mi fa male la schiena”. Non è una coincidenza. Il corpo ha una memoria stagionale, e quella dei nostri nonni lo sapevano bene.

Cosa diceva la tradizione prima di partire

Mia nonna, prima di ogni viaggio, aveva un rituale preciso. Non era scaramanzia: era pratica. Mi faceva sedere dritto, mi dava una coperta di lana da mettere sulla schiena (“per il freddo dell’aria condizionata”) e mi consigliava di camminare avanti e indietro per dieci minuti prima di partire. “Scalda il corpo”, diceva. I contadini della Valle d’Aosta, quelli che guidavano camion di formaggi fino a Torino, avevano sviluppato nel tempo una regola non scritta: muoversi bene prima di stare fermo a lungo.

La tradizione suggeriva anche pause frequenti e, soprattutto, non mangiare troppo prima di partire. Chi ha letto diari di viaggio ottocenteschi sa che si viaggiava di primo mattino, a stomaco leggero, e si cercavano locande per mangiare solo quando ci si fermava davvero.

Qui la nonna aveva ragione sul quando, ma per motivi che allora non potevano sapere.

Quello che la scienza oggi conferma (e quello che no)

Il freddo della condizionata non è il vero nemico della schiena durante un lungo viaggio. Il vero problema è la postura mantenuta a lungo senza movimento. Uno studio del European Journal of Applied Physiology ha dimostrato che stare seduti nella stessa posizione per oltre due ore produce un accumulo di pressione sui dischi intervertebrali che, se protratto, crea infiammazione. La nonna non sbagliava: occorre muoversi.

Sul “scaldarsi prima” aveva colto nel segno. Una muscolatura fredda è una muscolatura meno elastica. Chi parte già rigido arriverà molto più rigido. Ma non serve una coperta: serve movimento consapevole.

Dove la tradizione cedeva il passo era sulla comprensione del perché. Non era il freddo a creare danno, era la mancanza di preparazione propriocettiva. Il corpo che non ha ricevuto segnali motori diversi prima di un lungo viaggio arriva impreparato alla sfida.

Un lettore mi ha chiesto di recente: “Gabriele, io mi preparo benissimo prima di una maratona, ma per guidare sei ore non faccio nulla. Ha senso?”. Ha tutto il senso del mondo.

Come preparare la schiena nei giorni prima

Non serve aspettare il giorno di partenza. La vera prevenzione inizia tre o quattro giorni prima. Mi è capitato di lavorare con commerciali che guidano decine di migliaia di chilometri all’anno: i migliori non iniziano la sessione di preparazione il mattino della partenza, ma il giovedì se partono domenica.

Cosa significa concretamente? Significa fare movimento consapevole, non esercizi da palestra. Camminata veloce di venti minuti al mattino, subito dopo il risveglio. Stiramenti controllati della catena posteriore della gamba (senza rimbalzi, senza fretta). Qualche movimento in estensione della schiena, come toccarsi i piedi stando in piedi con le gambe dritte, ripetuto lentamente cinque volte.

L’errore tipico? Iniziare a fare esercizi impegnativi due giorni prima. Il corpo non ha tempo di adattarsi e arriva al viaggio ancora più infiammato di prima.

La notte prima e il mattino della partenza

Qui entra in gioco il riposo. Chi parte dopo una notte scarsa inizia il viaggio già con il sistema nervoso infiammatorio attivo. Il cortisolo, l’ormone dello stress, rimane elevato. Una schiena stressata è una schiena tesa. Una schiena tesa è una schiena che soffre.

Il mattino della partenza, non fare ginnastica violenta. Fai una passeggiata di almeno mezz’ora. No, non “quando arrivi alla meta”. Prima. Il corpo ha bisogno di capire che quel giorno sarà diverso, e lo capisce solo muovendosi diversamente.

Porta con te un cuscino cervicale decente, non uno di quelli gonfiabili da aereo. La schiena non ha solo bisogno di supporto, ha bisogno di supporto consapevole.

Durante il viaggio: gli errori che quasi tutti fanno

Il primo errore è guidare con il sedile troppo arretrato. Pensi di stare più comodo. Stai solo trasferendo il carico sui dischi lombari. Il sedile deve essere a una distanza dalla frizione tale che la gamba arrivi a novanta gradi circa. Secondo, non regolare lo schienale troppo inclinato. Reclinarsi non è rilassarsi, è peggiorare la postura.

Terzo errore: non fermarsi abbastanza. Chi dice “farò una pausa ogni due ore” spesso ne fa una ogni tre. Dopo tre ore, il danno è già iniziato. Dovrebbe essere ogni 90 minuti, almeno per i primi quattrocento chilometri. Non serve una pausa lunga: 10 minuti di movimento vero (camminata, non stare in piedi al bar) sono sufficienti.

Ultimo errore: mangiare troppo al ristoro. Un pasto pesante durante la guida dirotta risorse digestive che potrebbe usare il sistema nervoso per mantenere la stabilità. Mangia leggero, bevi acqua.

Quello che non devi fare in questi giorni

Non iniziare terapie nuove la settimana prima di un lungo viaggio. Non fare massaggi aggressivi due giorni prima: una schiena massaggiata male è una schiena infiammata. Non sedare il dolore con antinfiammatori “preventivi”: il dolore è un’informazione. Se non la ricevi, peggiori la postura senza saperlo.

Non pensare di poterti preparare il giorno stesso della partenza con un’ora di stretching. Il corpo non ringrazia, si arrabbia.

Partenza consapevole

La tradizione popolare aveva un istinto giusto: la stagione estiva, con i suoi ritmi di viaggio, merita una preparazione. Non è superstizione, è intelligenza del corpo. Chi prepara la schiena alcuni giorni prima di un lungo viaggio sa già al chilometro cento che arriverà diversamente. Non senza dolore necessariamente, ma consapevole e in controllo.

Buon viaggio.

Gabriele Mocchi

Gabriele Mocchi ha sperimentato personalmente il potere dei trattamenti osteopatici dopo un infortunio in montagna. Da quell’esperienza ha iniziato a collezionare curiosità scientifiche e pratiche per migliorare la salute fisica e il movimento, condividendole con chiarezza e passione.