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Perché i teenager soffrono sempre più di dolori cervicali? L’errore digitale da evitare

📅 3 Agosto 2026✍️ di Maddalena Sesti⏱️ 4 min di lettura

Ricordo perfettamente il momento in cui ho capito quanto questo problema fosse diventato grave. Era durante una consulenza con una mamma di quattordici anni che mi raccontava come sua figlia passava ore piegata sullo smartphone, lamentandosi di un dolore sordo e persistente alla base del collo. “Pensavo fosse una cosa passeggera”, mi disse, “ma ormai è quotidiano”. Quella conversazione mi ha spinto a investigare più a fondo su un fenomeno che, negli ultimi anni, ho visto aumentare esponenzialmente tra i teenager.

I dolori cervicali nei giovani adolescenti non sono più un’eccezione, ma quasi una norma. Secondo gli ultimi studi, il 40% dei ragazzi tra i 13 e i 18 anni soffre di male al collo almeno una volta al mese. Non si tratta semplicemente di uno strappo muscolare o di una postura scorretta occasionale. È un vero e proprio fenomeno legato alle abitudini digitali che caratterizza questa generazione.

L’errore della postura digitale

Quando osservo come i teenager utilizzano i loro dispositivi, noto subito l’errore principale: lo smartphone viene tenuto troppo in basso, all’altezza del petto o addirittura della pancia. Questo costringe il collo a una flessione eccessiva, creando quella che gli osteopati chiamano “testa in avanti”. In questa posizione, le vertebre cervicali subiscono uno stress enorme perché devono supportare il peso della testa—circa cinque chili—in un angolo innaturale.

Ho imparato durante i miei anni di formazione in osteopatia che il nostro corpo ha una geometria precisa. Quando deviamo da questa geometria, iniziano i problemi. Nel caso della postura digitale, ogni 2,5 centimetri che la testa si muove in avanti, il carico sulle vertebre cervicali aumenta di circa 5 chili. Un ragazzo che passa sei ore al giorno con lo smartphone a questa angolazione non è semplicemente “un po’” in postura scorretta: sta sottoponendo le sue vertebre a uno sforzo quotidiano gigantesco.

La situazione si complica quando consideriamo che molti adolescenti passano il resto della giornata davanti a computer, tablet e schermi durante le lezioni. Non è raro che uno studente moderno accumuli otto, dieci, perfino dodici ore di postura scorretta in una sola giornata.

Come il corpo dei teenager reagisce

Durante i miei anni di pratica, ho scoperto che il corpo adolescente è particolarmente vulnerabile a questi problemi. Le cartilagini articolari sono ancora in fase di sviluppo e, quando sottoposte a stress ripetitivo, tendono a adattarsi in maniera problematica. I muscoli del collo—soprattutto il trapezio e lo sternocleidomastoideo—si irrigidiscono nel tentativo di compensare la postura scorretta.

Quello che accade è un vero e proprio circolo vizioso. Il muscolo teso limita il movimento del collo, causando dolore quando il ragazzo tenta di girarsi. Questo dolore spinge il cervello a mantenere il muscolo ancora più rigido come meccanismo di protezione. Nel frattempo, le vertebre cervicali cominciano a perdere la loro mobilità naturale, un processo che gli osteopati riconoscono come una delle cause principali di problemi cronici futuri.

Ho visto ragazzi di sedici anni con una mobilità cervicale che non avrei mai aspettato di trovare in un adolescente. È come se il loro collo fosse invecchiato prematuramente.

L’impatto della sindrome da dispositivi digitali

Esiste un fenomeno ormai riconosciuto dalla comunità medica internazionale: la Text neck, letteralmente il “collo da testo”. Questo termine descrive esattamente ciò che accade quando si tiene la postura scorretta guardando uno schermo. Non è solo una questione di comfort temporaneo; i dati scientifici mostrano che questa abitudine crea adattamenti strutturali nel corpo.

Una ricerca pubblicata nei principali journal di medicina ha dimostrato che le persone che soffrono di text neck presentano anche alterazioni nella Propriocezione|propriocezione—la capacità del corpo di percepire la propria posizione nello spazio. Questo significa che un adolescente potrebbe perdere completamente la consapevolezza di quanto sia scorretta la sua postura, perpetuando così il problema senza neanche rendersene conto.

Ho incontrato molti teenager che, quando ho chiesto loro di mettersi in “postura corretta”, non sapevano neanche come farla. Il loro corpo era stato “rieducato” alla posizione scorretta.

Cosa possiamo fare concretamente

La buona notizia è che, grazie al mio lavoro in osteopatia e alla ricerca personale, ho scoperto che questi problemi possono essere prevenuti e gestiti. Il primo passo è semplicemente prendere consapevolezza. Suggerisco ai genitori di osservare come i propri figli tengono lo smartphone: se la testa è inclinata di più di 15 gradi, c’è da preoccuparsi.

Una soluzione pratica è regolare l’altezza dello schermo. Lo smartphone dovrebbe essere tenuto all’altezza degli occhi, non sotto. Se questo sembra complicato durante l’uso quotidiano, almeno durante i momenti di lettura prolungata sarebbe utile utilizzare un supporto.

In parallelo, esercizi di consapevolezza e allungamento dolce possono aiutare enormemente. Ho insegnato a molti ragazzi semplici tecniche di stretching cervicale che, se fatte quotidianamente, riducono significativamente il dolore in poche settimane.

Come professionista dell’osteopatia, dico sempre che prevenire è meglio che curare. Nel caso dei teenager e dei dolori cervicali, la prevenzione passa principalmente attraverso l’educazione sulla corretta postura digitale e la consapevolezza che il nostro corpo ha dei limiti.

Quello che ho imparato dalla mia esperienza personale con il mal di schiena cronico è che il corpo comunica con noi attraverso il dolore. Nel caso dei giovani, non dobbiamo ignorare questo messaggio. I dolori cervicali nei teenager non sono naturali, e non devono essere normalizzati come parte della crescita digitale. Con piccoli accorgimenti e una consapevolezza maggiore, possiamo proteggere la salute della colonna vertebrale di questa generazione fin da ora.

Maddalena Sesti

Maddalena Sesti ha scoperto la passione per la salute del corpo dopo aver affrontato un periodo di mal di schiena cronico. Ha passato anni a studiare metodi alternativi per il benessere quotidiano, sperimentando in prima persona tecniche osteopatiche che le hanno cambiato la qualità della vita. Condivide curiosità e rimedi pratici dalla sua esperienza diretta.