L’UTILITÀ DELL’OSTEOPATIA BIODINAMICA PER IL MORBO DI PARKINSON

Il morbo di Parkinson è una tra le più diffuse malattie neuro degenerative.
Ha un andamento lento e progressivo che determina, generalmente, la disfunzione del controllo dei movimenti e dell’equilibrio, arrivando ad uno stadio aggravato, fino a portare all’infermità.
La malattia si manifesta quando la produzione di dopamina nel cervello risulta drasticamente ridotta.
Dal midollo spinale, invece iniziano a comparire accumuli di alfa-sinucleina, una proteina considerata responsabile della diffusione del Parkinson nel cervello.
Questo disturbo si definisce bradicinesia. Il tremore, altra complicazione comune, nasce da una mancanza di regolazione tra inibizione ed eccitazione.
Inoltre il morbo di Parkinson porta i soggetti malati ad avere viso inespressivo e riflessi posturali alterati, con caratteristica anteroflessione del tronco. Nel progredire della malattia si possono riscontrare la distonia, ossia contrazioni muscolari involontarie che determinano anomali atteggiamenti posturali, la disfagia o difficoltà a deglutire e il freezing della marcia, ma anche vertigini, microfagia (scrittura con caratteri molto grandi che vanno rimpicciolendosi evidentemente), amimia (difficoltà o impossibilità a corrugare la fronte), stipsi (rallentamento della funzionalità gastro-intestinale).
L’osteopatia biodinamica, può venire in aiuto contro questa malattia, in quanto, attraverso una palpazione molto delicata da parte dell’operatore, si tende a ridurre le complicazioni dovute a sintomi come rigidità muscolari, spasmi e contratture, diminuendo di conseguenza il dolore.
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