PROBLEMI DELL’ANCA E OSTEOPATIA BIODINAMICA

PROBLEMI ALL’ANCA
‪#‎puntodivistaosteopatico‬
L’articolazione coxo femorale o articolazione dell’anca è la più grande articolazione del corpo umano e senz’altro una delle più importanti sotto il profilo funzionale in quanto consente sia il mantenimento della stazione eretta che la deambulazione.

I problemi dell’anca sono pertanto estremamente invalidanti poiché compromettono la possibilità di spostarsi autonomamente limitando in maniera drastica l’autonomia della persona o riducendone le possibilità motorie e lavorative.

I problemi dell’anca che vengono riferiti più frequentemente sono:
Dolore sul gluteo
Dolore sull’inguine
Dolore notturno o da fermo: i dolori notturni influenzano anche la qualità del sonno con gravi ripercussioni sul benessere generale del Paziente
Dolore sotto sforzo: può essere molto invalidante e compromettere la possibilità di lavorare.
Coxartrosi e sclerosi dei tetti acetabolari: le patologie degenerative dell’anca sono refertate piuttosto frequentemente e costituiscono un problema piuttosto invalidante.

Allo scopo di porre un rimedio serio, efficace e stabile ad un problema di anca è necessario lavorare non solo sull’anca in maniera diretta ma anche e soprattutto sulla sua periferia, a cui è legata anatomicamente in maniera molto stretta.

Inoltre bisogna considerare che i problemi dell’anca dipendono in larghissima misura da disfunzioni meccaniche quindi una revisione della dinamica articolare è assolutamente indispensabile e molto spesso risolutiva.

Dal punto di vista osteopatico in primo luogo si ispeziona l’anca per verificare la presenza di disfunzioni primarie.

Molto spesso però l’anca in sé non presenta disfunzioni osteopatiche primarie quindi è necessario controllare la periferia dell’articolazione.

Attenzione: il fatto che l’anca non presenti disfunzioni primarie non significa che sia sana, ma significa che la causa primaria dei suoi problemi è localizzata fuori dalla stessa articolazione!

Le parti coinvolte più frequentemente sono:

Osso sacro: innanzitutto bisogna considerare le disfunzioni meccaniche dell’osso sacro poiché dall’osso sacro origina il muscolo piriforme che si inserisce sul femore in prossimità dell’articolazione dell’anca.
Una disfunzione dell’osso sacro quindi, attraverso l’intermediazione del muscolo piriforme, crea un disagio meccanico sull’anca in maniera diretta. Inoltre una contrattura del piriforme dà un dolore al centro del gluteo solitamente piuttosto acuto (tipo pugnalata) e può irritare anche il nervo sciatico (vedi sindrome del piriforme).
Bisogna considerare che l’osso sacro è soggetto a disfunzioni cranio sacrali; quindi potrebbe essere portato in disfunzione da un problema a livello del cranio.
Quindi una disfunzione della base del cranio può portare problemi ad un’anca.

Per chi non è abituato a ragionare in termini osteopatici ciò può suonare strano ma in realtà è quello che si riscontra quotidianamente in uno studio di Osteopatia.

E, in un caso del genere, se non si lavora sul cranio non si riesce a risolvere il problema dell’anca!
Muscolo ileo psoas: questo muscolo origina dal rachide lombare e si inserisce sul femore in prossimità dell’articolazione dell’anca.
Una disfunzione lombare quindi può dare origine ad una contrattura di questo muscolo che solitamente si esprime con un dolore inguinale.
Le contratture muscolari generalmente conferiscono alla testa del femore una componente di compressione verso l’alto, verso il tetto dell’acetabolo il quale, per reazione, tende a calcificarsi e a rinforzarsi.
Radiograficamente questo ispessimento è diagnosticato come sclerosi del tetto acetabolare. La sclerosi dei tetti acetabolari pertanto è il risultato di un disagio meccanico dell’articolazione dell’anca.
In questo caso l’Osteopatia è in grado di risolvere il problema meccanico dell’anca con tecniche mirate a riequilibrare la zona lombare, il bacino e i muscoli, soprattutto il gruppo degli extrarotatori.
La presenza di una sclerosi dei tetti acetabolari indica semplicemente che lo stress meccanico è in atto da molto tempo: ma anche in questo caso l’intervento osteopatico può portare moltissimi benefici al Paziente e soprattutto limiterà notevolmente l’andamento progressivo della calcificazione sclerotica dei tetti acetabolari.
Catene ascendenti: a volte un problema di anca può partire dal basso, per esempio da una caviglia o da un ginocchio.
Cioè l’anca di per sé è sana ma è costretta a lavorare male per adattarsi ad un blocco localizzato per esempio a livello del piede. In un caso del genere naturalmente è necessario riequilibrare il piede.
Visceri: l’anca ha anche connessioni con i visceri del piccolo bacino (vescica, utero e retto) quindi una disfunzione viscerale o del pavimento pelvico può creare un disagio meccanico all’anca.

L’osteopatia biodinamica risulta la più indicata nella risoluzione dei suindicati problemi dell’anca, essendo applicata con una tecnica dolce e non invasiva efficace non solo a livello strutturale ripristinando la corretta movimentazione articolare, ma anche su organi interni come vescica, utero e retto.
‪#‎anca‬ ‪#‎osteopatiabiodinamica‬ ‪#‎disfunzioni‬ ‪#‎StudioOsteopaticoGagliardi‬

anatomia-anca-gluteo

Rispondi