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La lesione dal punto di vista dell’osteopatia biodinamica

DIFFERENZA DI APPLICAZIONE TRA IL TRATTAMENTO OSTEOPATICO CLASSICO E QUELLO BIODINAMICO

Quando si lavora in maniera meccanica locale, l’induzione dei tessuti operata dal terapeuta, porta ad un “Neutro locale” (rilascio locale delle tensioni), cioè la zona sotto le mani del terapeuta si rilassa. Il Neutro in questo caso è conseguente ad affaticamento del SNA, indotto dalla manovra esercitata sui tessuti dall’operatore. L’approccio osteopatico biodinamico invece, mira ad ottenere un “Neutro globale” (la parte in lesione uniforma la sua tensione con quella del resto del corpo). Il Neutro in questo caso è ottenuto grazie ad un bilanciamento del SNA indotto dalla sincronizzazione dell’operatore con i ritmi più lenti della respirazione primaria.

 

La lesione in Osteopatia Biodinamica

Per l’Osteopatia la lesione osteopatica è da considerarsi sempre un tentativo del corpo di mantenere un equilibrio.

Per l’Osteopatia Biodinamica nella lesione osteopatica è sempre presente una forma di salute che opera; Essa rappresenta un’evoluzione della filosofia Osteopatica, che si allontana dalla “Tecnica”, intesa come lavoro indirizzato alla lesione osteopatica nel tentativo di eliminarla.

“La Tecnica” dell’Osteopatia Biodinamica non è tanto rivolta alle lesione osteopatica, quanto piuttosto alla salute che è presente all’interno della stessa lesione.

Questo permetterà all’operatore  di ricreare una continuità della comunicazione all’interno del sistema del paziente “stato di Neutro”, consentendo alle forze auto regolatrici del paziente di fare il resto, eliminando le lesioni o trasformandole in qualcosa di meno dispendioso per il sistema.