L’UTILITÀ DELL’OSTEOPATIA BIODINAMICA PER LA FATICA SURRENALE O STANCHEZZA CRONICA

La “sindrome della fatica surrenale” non è la malattia di Addison che è la forma primitiva di insufficienza corticosurrenale cronica che deriva da una severa riduzione, a carattere permanente e irreversibile, della increzione degli ormoni elaborati dal corticosurrene. È dunque una malattia cronica del sistema endocrino caratterizzata da una serie di sintomi relativamente non specifici, come dolore addominale e debolezza, ma in determinate circostanze, questi possono evolvere attacchi acuti gravi che possono comportare una severa ipotensione e il coma. La “fatica surrenale” è una forma subclinica con vari “stadi di gravità”.
Quando parliamo di stanchezza surrenale, la prima cosa che si va a valutare è il cattivo funzionamento delle ghiandole surrenali, che hanno diverse surrenali disegnati nell’uomo funzioni all’interno del nostro corpo. Tra queste, per esempio, quella di sintetizzare diversi ormoni che sono definiti steroidi, ma anche la funzione di regolare la risposta del nostro organismo allo stresso molto acuto o quello cronico.
Rispetto alla risposta verso lo stress acuto, le ghiandole surrenali vengono chiamate a liberare all’interno del nostro corpo adrenalina e noradrenalina, dette catecolamine; che determinano una risposta detta “fight or flight”, che tradotto significa combatti o fuggi. Oltre a questo, vanno a fornire anche l’energia e l’accelerazione metabolica, utili per poter fronteggiare tutte quelle situazioni di pericolo imminenti che si verificano. Per quel che concerne, invece, lo stress cronico, la risposta delle ghiandole surrenali a tutto questo, è la produzione di cortisolo, che risulta determinante per il metabolismo dei carboidrati e delle proteine; oltre che risultare un potente antinfiammatorio naturale.
E’ stato accertato che, una quantità moderata di stress non comporta effetti negativi per il nostro organismo, anzi per certi versi diventa anche una sorta di stimolo positivo; ma quando lo stress diventa cronico, per tantissime motivazioni come lavoro, vita frenetica, famiglia, le nostre ghiandole surrenali vengono chiamate a sopportare un carico eccessivo, e quindi ne risentono non riuscendo a lavorare in modo preciso e funzionale. Dunque, le ghiandole surrenali, in una condizione di stanchezza surrenale, producono meno cortisolo anche in stato di risposo.
Per poter comprendere meglio, ciò che accade quando si verifica la sindrome da stanchezza surrenale, bisogna ricordare un attimo le tre fasi di adattamento allo stress, che Hans Selye ha identificato nel 1936. La prima viene detta dell’allarme, e si verifica quando il corpo viene sottoposto ad uno stimolo particolare. In questo caso automaticamente si attiva, appunto, lo stato di allerta nel nostro corpo, con cambiamenti evidenti per esempio come: l’aumento del battito cardiaco, del respiro, della circolazione sanguigna e della produzione ormonale. Tutto questo per poter fronteggiare lo stimolo lanciato dal nostro corpo, con una conseguente produzione più alta di catecolamine e poi di cortisolo.
La seconda fase è detta della resistenza, e vede una permanenza appunto, degli stressor. In questo caso il nostro corpo lavora molto di più, cercando appunto di mantenere l’equilibrio giusto; ma nel caso lo stress perdura, allora gli ormoni si mantengono su livelli più alti del normale, soprattutto il cortisolo. Tutto questo, a lungo termine, porta ad una riduzione dell’attività immunitaria del nostro corpo.
La terza e ultima fase è detta dell’esaurimento. Qui il corpo non riesce ad adattarsi naturalmente, e quindi non riesce a creare le difese giuste, indebolendosi sempre di più così da favorire l’avvento della malattia.
Se andiamo a valutare a livello delle ghiandole surrenali questa situazione di stress perdurante, ci accorgiamo come all’inizio il corpo avrà una fase di ipertrofia, che si verifica in seguito alla richiesta da parte del nostro corpo di aumentare la produzione di steroidi; ma in un secondo momento tutto questo potrebbe diventare controproducente, proprio in virtù del verificarsi di un’atrofia delle ghiandole stesse, che non sono più capaci di soddisfare le richieste sempre in aumento.
Chimicamente, gli ormoni steroidi che sono prodotti dalle ghiandole surrenali, derivano direttamente dal colesterolo, ma prima di diventare tali passano in composti che possiamo definire intermedi, come per esempio il pregnenolone e il deidroepiandrosterone, comunemente chiamato DHEA. Nella fase di resistenza, quando si presenta appunto la stanchezza surrenale, la maggiore richiesta da parte del corpo di cortisolo, sottrae una buona quantità di pregnenolone, per essere usata appunto per sintetizzare il cortisolo. Questa condizione, spesso è causa di una riduzione dei livelli di progesterone e testosterone, con conseguenze non proprio positive per il corpo, come p.es il calo della libido.
Diversi possono essere i fattori esterni, che portano al verificarsi della stanchezza surrenale. Tra questi sicuramente segnaliamo: l’essere genitori single, madre con più figli senza nessun tipo di supporto, dipendenti insoddisfatti, chi lavora la notte, chi soffre di ipotiroidismo da molto tempo, e coloro che sono curati con il T4, chi fa uso di droghe, e chi abusa di sostanze alcoliche. Quando parliamo di cause scatenanti, invece, queste possono essere diverse tra loro, e per esempio: cambiamenti improvvisi nella vita, trasferimenti, interventi chirurgici importanti, infezioni alle vie respiratorie prolungate nel tempo, ustioni importanti, traumi emotivi o cranici.
Per quanto riguarda i sintomi, invece, di chi soffre di stanchezza surrenale, allora possiamo sicuramente sottolineare una stanchezza cronica continua, mancanza di energia, difficoltà ad alzarsi la mattina, calo del desiderio sessuale, temperatura corporea bassa, difficoltà a gestire lo stress, giramenti di testa, difficoltà nel riuscire a rimanere concentrati, calo della memoria, palpitazioni, bisogno di caffè e di cibi salati, depressione e molto altro ancora.
L’osteopatia biodinamica può risultare utile in caso di fatica surrenale o stanchezza cronica, in quanto andando ad agire sul sistema nervoso e quiindi anche endocrino stimolandone le ghiandole, migliora il benessere dell’intero organismo aumentando la capacità di resilienza dell’individuo.
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